Roma, (askanews) - E' un'annata straordinaria per il turismo in Italia, complici la paura del terrorismo e il colpo di stato in Turchia. Non fanno eccezione le Cinque terre, che già l'anno scorso avevano visto 2,5 milioni di visitatori in più, un aumento del 30%.

I bellissimi villaggi sulla costiera ligura - Monterosso, Vernazza, Corniglia, Manarola, Riomaggiore - sono famosi in tutto il mondo. La famiglia Yang arriva dalla Cina dopo aver visto delle foto su Internet.

"Tutti i gruppi turistici passano per le Cinque terre. Anche noi volevamo vedere questo posto meraviglioso" dice Hardy Young, studente di ingegneria.

Il turismo asiatico significa afflusso anche in gennaio e febbraio. E c'è chi si preoccupa: troppa gente in queste terre protette e preziose. Qui d'inverno ci sono appena cinquemila residenti. Il sito, 43 chilometri quadrati, è sulla lista Unesco del patrimonio dell'umanità. Per quest'anno è previsto un ulteriore aumento del 20% dei visitatori, secondo Vittorio Alessandro, presidente del Parco nazionale delle Cinque Terre, che discute la possibilità di limitare l'accesso, perché, dice, ogni paesaggio va preservato come luogo abitato, altrimenti diventa solo un set cinematografico: "Se la situazione dovesse farsi insostenibile, se il turismo dovesse farsi insostenibile, dobbiamo intraprendere sicuramente delle iniziative che a quel punto sarebbero di limitazione", dice.

Già adesso i turisti pagano più cari i biglietti dei treni, e l'accesso alla costiera è a pagamento: 7,5 euro al giorno. Camilla Leconte, una turista francese, alle Cinque terre viene da trent'anni... "Non so quale sia la soluzione. Perché limitare l'accesso in base al denaro significa che verrebbe solo chi può permetterselo", dice.

Un problema con cui si scontrano altre bellezze d'Italia, da Venezia a Capri. Con la difficoltà di conciliare lo sfruttamento del turismo e la tutela del patrimonio.