Milano, (TMNews) - L'India si prepara a festeggiare i 100 anni di Bollywood, la propria industria cinematografica come paese ospite d'onore a Cannes e con la distribuzione di Bombay Talkies, 4 cortometraggi commemorativi firmati da altrettanti cineasti di punta. Nato a Bombay, da cui il nome, il 3 maggio nel 1913 con un film epico dedicato a una divinità Hindu, il cinema di Bollywood non prevedeva la recitazione delle donne e le parti femminili erano interpretate da uomini travestiti. Molto risalto veniva dato alla tradizione popolare, ai vestiti e alle musiche. Caratteristiche che, amplificate dall'avvento del sonoro, fecero esplodere l'industria cinematografica trasformandola in una macchina da soldi capace oggi di produrre 1.500 film l'anno e di incassare 2 miliardi di dollari che, secondo stime, potrebbero quasi raddoppiare nei prossimi 5 anni. Numeri che hanno attiratoanche la major di Hollywood, come Fox e Disney, allettate dall'enorme bacino di utenza rappresentato dal popolo indiano. E con le major americane si è sviluppato il concetto di starsystem, ma anche la tendenza a creare trame troppo hollywoodiane, poco attente alla complessità e ai drammi dell'India e alla sensibilità di una classe media sempre più istruita, come spiega il regista Mahesh Baht."Direi che oggi il problema è ancora quello della ricerca di uno stile narrativo che rappresenti l'India. I produttori e i registi non hanno fino ad oggi reso giustizia alle complessità e alle diversità presenti in questo paese, mentre è quello che dovrebbero cercare di fare".E proprio questa sarà la scommessa di Bollywood per il futuro: riuscire ad affrancarsi da Hollywood e creare generi e trame capaci di rappresentare tutte le contraddizioni e le complessità dell'India.(Immagini Afp)