Roma, TMNews - "Fai tutto quello che puoi, con quello che possiedi, nel tempo che hai, nel luogo in cui sei". Con le parole, forti e commoventi, che furono di Nkosi Johnson, il bambino sudafricano nato in povertà in una bidonville malato di Aids e morto a soli 12 anni, l'amministratore generale della Nasa, l'agenzia spaziale Usa, Charles Bolden ha chiuso a Roma al Tempio di Adriano il racconto ad un selezionato gruppo di studenti italiani dell'avvincente percorso di vita che lo ha portato prima ad essere un marine, poi astronauta e infine capo della Nasa. Un messaggio chiaro: siamo sempre e comunque tutti uguali, specie di fronte alle sfide che l'Universo e l'esplorazione umana del Cosmo, rilanciata dall'amministrazione Obama con l'annuncio della prima missione umana su Marte al 2030, ci pongono davanti. Organizzato da agenzia spaziale italiana, ambasciata degli Stati Uniti, Nasa e Camera di Commercio di Roma, l'evento ha visto Bolden tracciare i confini dell'esperienza, anche internazionale, dell'agenzia Usa, incalzato dalle domande dei giovani in sala. Saluto di benvenuto affidato a Stefano Venditti, presidente di Asset Camera, con interventi anche del presidente dell'ASI Roberto Battiston e del prof. Marcello Onofri, della Facoltà di Ingegneria della Sapienza, che ha curato la presentazione di Agrospazio in Expo 2015 presentando il progetto di una serra spaziale. "Siete dei privilegiati - ha concluso Bolden - perchè oggi siete qui ma non dimenticate mai il significato vero del messaggio di uguaglianza di Nkosi".gbt