Venezia (Askanews) - I possibili futuri del mondo e una riflessione nuova sulla relazione tra l'arte e la realtà del nostro tempo. Si presenta così la 56esima Esposizione internazionale d'Arte della Biennale di Venezia, che è stata illustrata ai rappresentanti dei 53 Paesi partecipanti dal presidente Paolo Baratta e dal curatore nigeriano americano Okwui Enwezor. "All the World's Futures", nelle sue parole, è una mostra che parte dalle "fratture" del presente, che rievocano "le macerie evanescenti di precedenti catastrofi". L'obiettivo è quello di costruire "un progetto dedicato a una nuova valutazione della relazione tra l'arte e gli artisti nell'attuale stato delle cose".Al centro della mostra c'è la volontà di considerare l'esposizione come un palcoscenico nel quale verranno esplorati progetti diversi, con particolare attenzione a nuove proposte e lavori espressamente concepiti per la Biennale. Da ciò derivano, nella diversa declinazione dei tre "filtri" che strutturano "All the World's Futures", il senso di un evento in continuo movimento, l'attenzione al disordine del mondo e, soprattutto, la costante messa in discussione dell'apparenza delle coseIl presidente Baratta ha parlato di una Mostra internazionale "ispirata all'ambizione di offrire al mondo una cassa di risonanza del mondo" e ha aggiunto che "la Biennale è una mostra d'arte, non una mostra mercato".La Biennale d'Arte aprirà al pubblico, anticipata per seguire l'Expo 2015 di Milano, il 9 maggio del prossimo anno e, come già in parte accaduto con la Biennale di Architettura, conterrà al suo interno, come parte integrante della Mostra, varie forme artistiche come la musica, il cinema, il teatro e la danza.