Venezia (askanews) - "Senza il mio corpo lo spazio nemmeno esisterebbe". E' una citazione di Maurice Merleau-Ponty a introdurre nel mondo della Biennale Danza 2016, che si è aperta a Venezia con "My walking is my dancing", esibizione delle danzatrici del Biennale College con la coreografia di Sandy Williams. Direttore artistico della manifestazione è sempre Virgilio Sieni. "E' una Biennale - ci ha detto - che guarda alla danza come a una opportunità che ci è concessa per abitare meglio il mondo, per abitarlo in una maniera consapevole, per affrontare i grandissimi temi, le grandissime tematiche legate all'accoglienza dell'altro, alla prossimità, all'accettazione dell'altro".

Uno sguardo, quello di Sieni, che, come lo spettacolo andato in scena al Conservatorio Benedetto Marcello, parte dai rudimenti, e costruisce una riflessione che investe tutti gli ambiti della vita, con una forte connotazione sociale. "Il corpo - ha aggiunto Sieni - ci deve rammentare sempre che siamo in spostamento, non abbiamo radici, dobbiamo avere un bel senso della diversità e questo senso della diversità ci deve mettere in comunione".

Nel lavoro di Sieni e in tutta la Biennale Danza si percepisce tangibilmente la strettissima relazione con l'arte contemporanea, in un intrico e scambio di suggestioni che conferiscono alla danza la forza, primordiale, di ricomporre le stesse basi di un linguaggio creativo. "Il lavoro nell'arte - ha proseguito il coreografo toscano - serve a risensibilizzarsi a questo Tutto: musica, luogo, spazio, energie... Evidentemente ciò che è dinamica, mettersi in moto, e quindi reimparare a camminare ci istruisce in una maniera primaria".

E quando gli abbiamo chiesto se con il suo lavoro stesse mappando l'essere umano, Virgilio Sieni ci ha risposto così: "No, è l'essere umano che mappa me".

Tutto perfetto, tutto magnificamente adatto a quel luogo e a quello stato d'animo inafferrabile che comunemente chiamiamo Biennale di Venezia.