Roma, (askanews) - Una retrospettiva per riscoprire uno degli artisti storici della "Scuola romana", una personalità molto particolare che racconta con le sue opere 50 anni di storia italiana. Sono esposti 60 dipinti e circa 30 disegni, oltre a documenti e foto d'epoca, nella mostra "Benvenuto Ferrazzi", a Roma, al Casino dei Principi di Villa Torlonia fino al 25 settembre, promossa da Roma Capitale-Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, e organizzata e promossa dalla Fondazione Oppo. E' la prima mostra antologica su Benvenuto Ferrazzi; le opere provengono dai più importanti musei romani, dall'archivio personale dell'artista e da collezioni private, comprese quelle di critici come Vittorio Sgarbi.

La curatrice Laura Moreschini: "L'intento è stato valorizzare il suo percorso artistico, rendere note al pubblico le sue opere e ricollocare la sua figura nel panorama artistico nazionale della prima metà del '900".

Dagli esordi negli anni '10, alle opere degli anni 20, definite come "arte macabra", fino alle vedute degli angoli di Roma per cui forse è più famoso, i ritratti, la parte dedicata agli "Emarginati", le sezioni "Chimere" con i dipinti della maturità, e "Ultime visioni", con opere che sono quasi visioni mistiche.

Un artista che partecipò a collettive, espose alle Biennali di Venezia e Roma, poi scelse di mettersi in un angolo, lontano dal mondo artistico, ma continuò a produrre, restando attaccato alla sua profonda fede e all'attenzione verso il quotidiano e la vita semplice.

Valerio Rivosecchi, anche lui curatore della mostra: "Sceglie una vita solitaria e volutamente povera, si fa ospitare nei conventi, a lungo visse addirittura nella camera mortuaria del convento di Santi Cosma e Damiano"... "E' uno dei pochi che sceglie un'esistenza che potremmo definire 'romantica', ricorda queste figure alla Van Gogh che scelgono di avere un'indipendenza assoluta senza rendere conto a nessuno".

Paolo Nasso, presidente della Fondazione Oppo, ha ricordato il rapporto che ci fu tra Ferrazzi e Oppo, al di là della politica e della visione del mondo competamente diversa. "Oppo ritrae l'Italia borghese e 'bene', Ferrazzi l'Italia nascosta, diseredati, anarchici, ma è compito di una fondazione e di un archivio storico promuovere e riscoprire artisti di quel periodo ove esista una documentazione che ne possa rivalutare l'immagine o ricollocarla nel suo posto giusto nella storia dell'arte italiana del '900".