Milano (Askanews) - Il progetto è duplice, distinto ma collegato. In Triennale a Milano si aprono due mostre entrambe curate da Alessandro Rabottini: "Gianfranco Baruchello: Cold Cinema" e "John Latham: Great Noit". Una coppia di esposizioni che celebra due artisti che rappresentano delle grandi singolarità, ma il cui lavoro, come spiga il curatore, vive di molte tangenze."I due artisti - ci ha detto Rabottini - pur nella loro radicale differenza, dalla metà degli Anni Cinquanta, hanno lavorato innanzitutto da un punto di vista eclettico e multimediale, attraversando tutti i linguaggi, dalla pittura alla scultura, alla performance, al disegno, al film, all'assemblaggio e poi entrambi hanno lavorato sull'idea che l'arte visiva possa essere un campo di confronto e di incontro tra discipline diverse".Per Latham, britannico e morto nel 2006, si tratta della prima antologica in una istituzione italiana. Per il 90enne Baruchello, presente all'inaugurazione della mostra, si tratta invece di un viaggio nella sua opera video. Sempre però all'insegna di un ragionamento artistico sui temi del linguaggio."Fondamentalmente - ha aggiunto Rabottini - entrambi hanno lavorato sull'idea che i sistemi che noi ci diamo per conoscere la realtà, a un certo punto debbano essere superati per analizzarne criticamente l'aspetto più dogmatico".Una critica che si manifesta tanto nei libri che appaiono in forme inconsuete nelle opere di Latham quanto nel libro d'artista di Baruchello "La quindicesima riga".Parole che mutano forma e significato e che resteranno in Triennale fino al 22 febbraio 2015.