Bangkok (askanews) - Corruzione, tangenti e bustarelle, chi è senza peccato scagli la prima pietra. A cominciare dai presunti insospettabili quelli che, in virtù di una problematica amnesia collettiva, si impancano a dare severe lezioni a tutti dimenticando a volte bazzecole come il "caso Siemens", considerato il più grande scandalo europeo degli ultimi anni e costato la sostituzione del management della multinazionale che ammise le tangenti per archiviare la questione.La Thailandia, in controtendenza rispetto alle interessate ipocrisie internazionali, ha deciso di inaugurare un museo dedicato alla corruzione. Statue a grandezza naturale di avidi funzionari coinvolti negli scandali più recenti, sacchi traboccanti di soldi, immagini di corrotti e corruttori dietro le sbarre. Questo il messaggio di benvenuto al centro del "Museo della corruzione thailandese" di Bangkok.UPS 02.00"Abbiamo voluto organizzare il museo per denunciare l'immoralità dei corrotti e dei corruttori, spiega Mana Nimitmongkol, curatore della mostra, e per ricordare a tutti che tali azioni resteranno per sempre registrate nella storia della Thailandia. I thailandesi non dimenticheranno mai e non li dimenticheranno mai".Le reazioni dei visitatori sembrano essere favorevoli."È un museo serio, rigoroso e preciso che sottolinea come non vogliamo più sentire parlare di corruzione, dichiara un trentenne. Intendo sostenere l'iniziativa facendo foto che poi posterò sui social"."Ogni scultura ricorda un caso nazionale di corruzione, vicende che fanno male al cuore pensando ai danni che hanno provocato", ribadisce una ragazza.Gli organizzatori della mostra hanno dichiarato di avere voluto proporre una sorta di elettrochoc nel pubblico contro questa piaga endemica. In sintonia con la giunta militare che ha preso il potere nel 2014 e che ha messo all'ordine del giorno della sua agenda la lotta contro la corruzione.(Immagini Afp)