Roma, (TMNews) - Il 19 agosto cadono i duemila anni dalla morte di Gaio Giulio Cesare Ottaviano Augusto, il primo imperatore romano che governò 45 anni e resta uno dei più grandi uomini di Stato di tutti i tempi. Il prozio e padre adottivo Giulio Cesare fu uno stratega e un politico più geniale di lui. Marc Antonio, che lui sconfisse con la flotta egiziana nella battaglia di Azio, fu un generale più valoroso e carismatico. Ma è stato Ottaviano a costruire l Impero, governando i con un misto di fortuna, opportunismo e dedizione come ricorda il giornalista Roberto Toppetta nel libro appena uscito Il divo Augusto, Principe dell Urbe e dell Impero . Per i due millesimo anniversario, il Ministero dei Beni culturali ha previsto una serie di interventi, dall apertura di nuove stanze restaurate della casa di Augusto al Palatino, all ampliamento del museo sempre al Palatino, fino al restauro della villa della moglie Livia, alla periferia di Roma. Gli storici si chiedono quale sia stato il segreto del suo lungo potere: manovrò con successo tra la vecchia aristocrazia senatoria, i nuovi ceti arricchiti, l esercito e la plebe in quelle che potrebbero definirsi larghe intese ante litteram. E poi si dedicò totalmente al bene dello Stato, rafforzando i confini, istituendo colonie e municipi, riformando l esercito, abbellendo Roma con monumenti e templi. Nonostante l apparato propagandistico guidato da professionisti come Mecenate, Orazio e Ovidio, non si montò la testa: promosse la divinizzazione di Giulio Cesare, ma per sé si accontentò della carica di Pontefice Massimo, e solo quando morì Lepido che la deteneva. Fu imperator, termine che indicava il comandante dell esercito, e con lui ha cambiato significato, designando il potere supremo. Fu 13 volte console, tribuno a vita e princeps del Senato, cioè primo fra i senatori. Restaurai il Campidoglio e il teatro di Pompeo, entrambe opere di grande spesa, senza farvi iscrivere il mio nome scrisse con un tocco di sobria civetteria nelle sue memorie, le Res Gestae. Insomma, più che un autocrate, fu il primo funzionario dello Stato. E qui forse sta il segreto di Augusto: per mantenere il potere, bisogna usarlo con sobrietà.