Milano (Askanews) - L'anima del Surrealismo non è morta, anzi la lezione del movimento è ancora viva e necessaria. Ne è convinto Arturo Schwarz, grande storico dell'arte che ha pubblicato un nuovo volume dedicato al movimento di André Breton e Marcel Duchamp, "Il Surrealismo - Ieri e oggi", che esce per Skira. Dalla sua casa milanese, ricca di molte opere d'arte, Schwarz indica le due perduranti linee di fondo della lezione surrealista."In primo luogo - ci ha detto - la necessità di cambiare questo mondo attraverso la rivoluzione, che non deve essere necessariamente violenta. In secondo luogo restituire alla donna il suo ruolo primario".In sostanza per il professore, che ha donato la gran parte della sua collezione d'arte a musei israeliani e alla Gam di Roma, oggi ci si può ancora dichiarare surrealisti. "Essere surrealisti oggi - ha aggiunto - vuol dire semplicemente lottare per un mondo migliore e rispettare le minoranze".Una lezione, dunque, che è sì artistica, ma anche filosofica e soprattutto politica e che, nella lettura di Arturo Schwarz, nonostante sia stata portata avanti da pochi uomini, ha raggiunto il mondo intero. E non intende recedere dalla propria urgenza. "Il surrealista - ha concluso lo studioso - è una persona che ha preso coscienza della necessità di ribellarsi a uno stato di vita che non è più tollerabile".