Milano (askanews) - Mentre Expo 2015 ha superato il traguardo di metà percorso, in Triennale a Milano, unico padiglione cittadino dell'Esposizione universale, prosegue la grande mostra "Arts & Foods", curata da Germano Celant e allestita da Italo Rota, che proseguirà fino alla chiusura di Expo. Un viaggio, nel quale è possibile addentrarsi con il normale biglietto dell'Esposizione, che racconta con vocazione enciclopedica il rapporto, nel senso più ampio del termine, tra l'alimentazione e le varie arti. E siccome proprio il cibo è oggetto di diverse opere in mostra, dopo quasi quattro mesi di apertura, si può apprezzare, ritornando nelle sale della Triennale, come molti lavori stiano cambiando: le fette di pane azzimo che ricoprono l'igloo di Mario Merz si stanno crepando e alcune si spezzano; il cibo imbandito nella stanza dei menù a colori è completamente ammuffito, il cioccolato di Dieter Roth cambia colore e diventa, se possibile, più affascinante; la casa di pane di Urs Fischer decade come un qualunque altro fenomeno naturale...Insomma, il ciclo vitale diventa parte integrante della mostra, si fa in qualche modo soggetto attivo della performance espositiva, meno imprevedibile di quella del cuoco mascherato di Paul McCarthy, ma altrettanto spaesante, e quindi ricca di quella "brezza" e di quell'impeto che, come ha scritto Enrique Vila-Matas, potrebbero rappresentare la cifra profonda (e insondabile) dell'arte contemporanea.In Arts & Foods, comunque, c'è anche molto altro, dalla ricerca sul design alle ricostruzioni di negozi e cucine. Un tentativo, ambizioso come il suo curatore, che amplia ulteriormente la riflessione sul cibo che Expo ha messo in moto.