Roma, (askanews) - Cipriano Efisio Oppo, un artista con una sensibilità particolare prima che un uomo di regime che nonostante il suo ruolo di mentore della cultura, deputato, organizzatore artistico e critico militante, ritenuto da Mussolini uno dei massimi esperti d'arte del suo tempo, continuò a produrre quadri e non solo. E' questo il ritratto che emerge dalla mostra "Oppo - Pittura, disegno, scenografia" che resterà a Roma, ai Musei di Villa Torlonia - Casino dei Principi, fino al 4 ottobre, organizzata dall'Archivio Oppo con la collaborazione del Museo dellaScuola Romana e dell Archivio Storico del Teatro dell Opera di Roma.A curare la mostra Valerio Rivosecchi e Francesca Romana Morelli."Il filo rosso di questa mostra è ricostruire per la prima volta la figura di Oppo pittore, possibilmente a 360 gradi, infatti c'è anche la parte delle scenografie artistiche per il teatro, e cercare di capire che ruolo ha avuto nella sua attività di organizzatore culturale, di uomo di fiducia di Mussolini per l'arte, che è stato una sorta di biglietto da visita per il regime".La mostra ripercorre circa mezzo secolo di storia dell arte italiana: sono esposti 50 dipinti, dagli anni '10 e '20 (CLIP 1909 E 1911), come "Pesci Rossi" (CLIP 1929), chiaro omaggio a Matisse, "Il veccietto" (CLIP 1949) nello stile dei macchiaioli, "Incinta" (CLIP 1946) e i ritratti della moglie Isabella (CLIP 1967) e tutta una serie di figure femminili che raccontano l'alta borghesia, come "La seduttrice" (CLIP 1954-1959-1961). Opere degli anni '30 e del dopoguerra più intimiste che mostrano la sua aderenza al realismo, come quelle dedicate al figlio Luciano (CLIP 1975-1977).Inoltre 20 disegni, caricature, 20 bozzetti scenografici e 4 costumi realizzati per il Teatro dell Opera di Roma, come quelli per "Giulietta e Romeo" di Riccardo Zandonai, per mostrare l'Oppo scenografo e costumista anche per il Maggio Fiorentino, la Scala di Milano e la Fenice di Venezia, un aspetto poco conosciuto della sua carriera.