Roma, (TMNews) - E' fra i più antichi mestieri romani, la lavorazione del giunco, oggi riservata a poche botteghe e agli amatori che preferiscono rifornirsi qui piuttosto che di cesti, cappelli e mobili fatti in serie. Un'arte che va a sparire? A parlare Umberto Giovagnoli, una bottega vicino a Campo de' Fiori, come il padre: "E' praticamente una tradizione di famiglia, abbiamo fatto sempre questo lavoro da tre generazioni almeno che io sappia. Sono mestieri poveri alla fine, c'era bisogno della cesta per portare le cose, le frutte, del fiasco per coprire la damigiana, insomma cose semplici. Cesti per frutta, erano importanti i cesti del pane, per i fornai, i bauli per il teatro, cose che a Roma sono sempre state tradizionali"."Prima che la prendessimo noi questa bottega negli anni 60 c'erano le donne che impagliavano, perchè era un lavoro prettamente femminile, l'impagliatura. E qui ai primi del 900 c'erano le cantine dove si mettevano a stagionare le paglie che poi venivano usate nel tempo" racconta Giovagnoli.Oggi la concorrenza arriva dalla grande distribuzione. Giovagnoli osserva: "Fino a vent'anni fa veniva la persona e chiedeva il tavolinetto su misura per mettere la tv il videoregistratore o quel che sia, adesso si va da ikea o dai grandi magazzini e si prende la cosa già fatta: economicamente la cosa non è più concorrenziale. Quindi io faccio molto restauro, midollino antico, impagliature, mobili nuovi, queste sono cose che ancora si fanno e lì vale la pena lavorare. Dopodichè fai la borsa, magari prendi la base già fatta ci metti i manici, la modifichi tu, proprio per cercare di arginare questa concorrenza sfrenata".