Milano (TMNews) - La ricerca scientifica a sostegno della conservazione del patrimonio artistico, per studiare e prevenire il degrado delle opere d'arte. Di questo si occupa Austin Nevin, ricercatore dell'Istituto di fotonica e nanotecnologie del Cnr, che lavora sulle opere coloratissime dell'artista milanese Federico Comelli Ferrari."Il progetto in generale - ci ha spiegato Nevin - è focalizzato sul degrado dei polimeri utilizzati per la stampa di opere di Federico Comelli, in quanto siamo interessati a sapere quanto queste opere potrebbero degradare nel tempo, o meno".Particolarmente importante, lavorando sulle opere d'arte, è il fatto di non utilizzare tecniche di studio invasive. "Riusciamo a seguire il degrado di un'opera - ha aggiunto il ricercatore - la sua foto-ossidazione nel tempo, senza prendere alcun tipo di campione".Nel lavoro di Nevin, che è anche il coordinatore del Committee for Conservation dell'International Council of Museums, anche la possibilità di prevedere, in qualche modo, il futuro dei lavori d'arte."Con tecniche molecolari - ha concluso lo scienziato - e anche di spettroscopia, a volte riusciamo anche a identificare modifiche che interessano la struttura chimica di un materiale e questo ci aiuta a programmare sia la conservazione preventiva, sia ci lascia la possibilità di capire quando un cambiamento accade per poter intervenire".E così scienza e arte si stringono in un abbraccio di reciproca soddisfazione.