Milano (askanews) - Pittore, scultore, scienziato, musico, esperto di anatomia e di fisica, botanico, architetto, inventore: Leonardo da Vinci era tutto questo ora un docufilm, racconta il soggiorno milanese, le opere e le leggende sull'artista più ammirato di tutti i tempi come spiega il regista Luca Lucini."In effetti Leonardo è il più grande dilettante della storia, nel senso che aveva il diletto per qualsiasi aspetto della natura, dell'arte, della musica e dell'essere umano, lui ha creato sempre, ha avuto delle intuizioni che poi hanno contaminato tutta l'arte, la cultura anche l'ingegneria senza realizzare niente che funzionasse quasi. Anche il Cenacolo che è un esempio per le pitture, tecnicamente è un disastro".Leonardo da Vinci. Il genio a Milano nasce dalla mostra a Palazzo Reale organizzata nei mesi di Expo, e racconta la vita del genio a partire dal 1482, quando si presenta a Ludovico il Moro, signore di Milano."Quello che è interessante è che esce la parte umana di e si capisce che era veramente Leonardo. Il fatto di essere alla corte di Ludovico il Moro, con questi compiti molto differenziati e dispersivi ha contribuito a rendere Leonardo quello che è diventato e a sviluppare la sua genialità"Il film esplora il soggiorno cittadino dell'artista, offrendo la chiave per trasformare in quadri cinematografici i numerosi scenari leonardeschi di Milano."Abbiamo trovato dei personaggi, Cristiana Capotondi è la Dama con l'ermellino, Alessandro Haber ha interpretato Donato Bramante, Edoardo Natoli che ha interpretato Raffaello, che ci permettevano di fare un'intervista nel passato, raccontare aspetti di Leonardo attraverso chi lo conosceva, chi gli è stato vicino e chi ha usato il suo lavoro per diventare un grande anche lui"Il film arriva nei cinema italiani il 2, 3 e 4 maggio.