Arianna ha diciannove anni ma ancora non ha avuto il suo primo ciclo mestruale. All'inizio dell'estate, i suoi genitori decidono di riprendere possesso del casale sul lago di Bolsena dove Arianna è cresciuta fino all'età di tre anni senza, da allora, avervi fatto più ritorno. Durante la permanenza nella casa, antiche memorie cominciano a riaffiorare, tanto che Arianna decide di rimanere anche quando i genitori rientrano in città. «Arianna è un film che viene da lontano, da un inatteso gesto dell'inconscio di un bambino che un giorno sogna di essere donna e da allora si trova a confrontarsi con una domanda fondamentale alla quale non aveva pensato: perché ci è data questa identità e non un'altra? Quel bambino sono io a nove anni e i sogni, in cui immaginavo di essere altro da me, sono quelli che mi hanno accompagnato a lungo durante quella tarda infanzia, quando ci si comincia a interrogare sulla propria esistenza terrena. Il precipitato di quei sogni, forse il riemergere delle loro memorie, sono l'origine emotiva di questo film». [Carlo Lavagna]