Roma, 18 nov. (askanews) - "Russia on the road 1920-1990", una provocazione nel nome di Kerouac al Palaexpo di Roma per raccontare come i pittori russi del primo novecento abbiano tentato di svincolarsi dall'abbraccio auto celebrativo del regime sovietico. Sono una sessantina i dipinti esposti a Roma e tutti raccontano con una certa enfasi il trionfo della tecnologia e del progresso sugli spazi della sconfinata natura russa. L'accostamento all'American Dream raccontato da Kerouac più o meno negli stessi anni, è un artificio narrativo degli espositori, più che un reale contatto stilistico. Infatti, ha spiegato Matteo Lafranconi curatore scientifico del Palaexpo, "con questa piccola provocazione del titolo vogliamo raccontare la storia del realismo socialista al di fuori degli stereotipi, perché i 70 anni di regime socialista non sono stati un monolite. Dal futurismo dei primi anni '20 siamo passati al lungo periodo del dominio staliniano durante il quale per i pittori c'era l'assoluta mancanza di libertà di scelta e prevaleva la rigida rappresentazione del regime. Ma dalla morte di Stalin fino alla Perestrojka di Gorbaciov i pittori hanno cercato in misura crescente spazi di autonomia rispetto al repertorio dei temi di stretta osservanza politica".Ecco la ragione per la quale nelle sale della mostra sono relativamente poco numerose le tele che celebrano i rituali socialisti, mentre prevale l'aspetto psicologico di speranza e fiducia che la popolazione russa attribuiva al progresso. In quegli anni, ha spiegato Lafranconi, la popolazione russa, riservava enorme fiducia alla potenzialità del progresso tecnico di condurre verso nuove conquiste sociali collettive, ed i pittori interpretarono queste istanze "trasformando i soggetti della pittura, attribuendo a treni in corsa, aerei in volo e stazioni aerospaziali lo stesso valore rappresentativo che in passato veniva attribuito a nature morte, paesaggi o figure umane". E' la storia di una pittura che tenta gradualmente di sganciarsi dal controllo del partito, fino a quando verso gli anni '90 i temi pittorici sono sempre meno ideologizzati e sempre più impegnati a celebrare le peculiarità russe della natura possente e dei grandi spazi del paese.