Roma (askanews) - Da oltre vent'anni, il TEFAF (The European Fine Art Fair) è il termometro che misura la salute del mercato dell' arte mondiale. Ma mai come in questa edizione web ed Internet hanno avuto un ruolo di protagonisti modificando abitudini e comportamenti consolidati."L'edizione 2015 - ha detto Gian Maria Mairo curatore per i dipinti antichi della Fondazione Sorgente Group - ha tastato il polso alla situazione riscontrando alcuni elementi che portano a pensare ad un cambiamento del mercato, e non in positivo. Innanzi tutto la presenza di molte opere già proposte nelle passate edizioni, il più delle volte appese in stand differenti. Così come lo snaturamento di certi galleristi che dopo essersi consolidati in arte antica, hanno cominciato a vendere anche moderno e contemporaneo. Questi sono tutti segnali se non di indebolimento, ma di un cambiamento. Tendenza confermata dalle poche vendite effettuate durante la fiera e per lo più concentrate nei primissimi giorni"."Campanelli d'allarme - ha aggiunto Mairo - che devono stimolare i galleristi ad una evoluzione poiché i collezionisti stanno dimostrando un crescente coinvolgimento in prima persona nel reperimento delle opere, grazie ad internet e alla partecipazione diretta alle aste. Questa mutazione sta indebolendo il ruolo di intermediario fino ad oggi avuto dai galleristi e che ha garantito loro enormi ricarichi sulle vendite".