Roma (TMNews) - Pierpaolo Pasolini in mostra a Roma: la narrazione 'delusa' dell'evoluzione sociale della Roma degli anni '60 che si proietta fino ai giorni nostri, ne " La grande bellezza" di Paolo Sorrentino. E' uno degli spunti di lettura offerto ai molti visitatori che percorrono gli ampi spazi dedicati alla mostra sull'opera di Pasolini al Palazzo delle Esposizioni a Roma."Era difficile fare previsioni su una mostra dedicata ad una figura controversa come quella di Pasolini. Invece la risposta della città è stata positiva sia come numeri che come range di estrazione sociale ed età dei visitatori", ha detto Matteo Lafranconi, responsabile scientifico degli spazi espositivi delle Scuderie del Quirinale e del Palaexpo.Pasolini viene riproposto come intellettuale non appartenente ad uno schieramento politico preciso come invece è stato raffigurato in passato. "E' stato un uomo di cultura superpartes, anche storicamente, considerati i grossi problemi che ha avuto con il partito comunista cui apparteneva - ha detto Lafranconi - Spesso ha portato avanti in solitudine la sua battaglia politica. E questa mostra, nella completezza della sua opera, dal cinema, alle poesie al teatro, vuole testimoniare la sua capacità di rappresentare il mondo nella sua interezza e non soltanto con uno sguardo politicamente schierato".La delusione con cui Pasolini ad un certo punto iniziò a narrare l'evoluzione sociale della capitale, trova una eco nel surrealismo felliniamo riecheggiato da Paolo Sorrentino nel suo "La grande bellezza". " Anche noi - ha aggiunto Lafranconi -parliamo di Pasolini come interprete dell'evoluzuione sociale e antropologica di Roma. Sorrentino lo ha fatto molti anni dopo con lo stesso guardo di delusione circa l'evoluzione della società che Pasolini aveva prefigurato nel suo cinema e nella sua letteratura". La mostra dura fino al 20 di luglio al Palazzo delle Esposizioni a Roma.