Roma (TMNews) - Nuova luce sui Carracci di Palazzo Farnese a Roma. Entro un anno un complesso restauro renderà lo splendore antico agli affreschi realizzati alla fine del '500 da Annibale e Agostino Carracci chiamati a Roma per celebrare i fasti matrimoniali di due grandi famiglie della Roma rinascimentale."Gli affreschi della Galleria dei Carracci sono un documento unico nel panorama della decorazione muraria a fine del '500 - ha spiegato Emanuela Settimi, direttore dei lavori di restauro degli affreschi - L'occasione che li ha generati è stata un matrimonio, quello tra Ranuccio Farnese, della potente famiglia romana, con Maghertia Aldobrandini, allora undicenne e nipote del regnante papa Clemento VIII Aldobrandini. Era un matrimonio politico, per celebrare il quale nel 1600 vennero chiamati a Roma Annibale Carracci, il fratello Agostino e la schiera dei collaboratori che decorarono la volta della sala maggiore del palazzo di famiglia con le storie degli amori degli dei".Un'opera che ha segnato l'avvio di un nuovo grande periodo artistico. "I Carracci a Bologna - ha spiegato Daniela Porro, Soprintendente del Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e del Polo Museale della città di Roma -avevano fondato l'accademia degli Incamminati rifacendosi ai grandi artisti del '500. Ludovico Carracci rimase a Bologna, invece Annibale e Agostino arrivarono a Roma alla fine del '500 quando operavano altri grandissimi artisti come il Caravaggio o Carlo Saraceni. Ma con gli affreschi di palazzo Farnese aprirono la grande stagione del Barocco romano, cui guarderanno tutti i pittori decorativi attivi a Roma nel 17esimo secolo".Un intervento delicato, dunque, quello sui Carracci: " E' il primo grande intervento di restauro globale che coinvolge non solo i dipinti murari - ha aggiunto Settimi - dovremo cercare di conservare tutte le tracce anche degli interventi passati, per rispettare la storicità del restauro, come vuole la tradizione italiana".Ma questa complessa operazione ha alle spalle tre importanti attori: lo stato italiano, quello francese ed un finanziatore privato. "Si - ha spiegato Porro - ci avvaliamo dell'intervento del Ministero dei Beni Culturali e del Turismo, attraverso la nostra Soprintendenza e quella per i Beni Architettonici e Paesaggistici di Roma, dell'Ambasciata di Francia, da molti anni ospite in uno dei più bei palazzi romani del '500, del supporto tecnico dell'Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro, e del supporto finanziario del World Monuments Fund Europe, una istituzione privata che ha materialmente sostenuto l'intervento con 800mila euro. L'inizio dei lavori è previsto per il 15 marzo e dovrebbero durare circa un anno".