Roma, (askanews) - Una mostra seria, "non uno specchietto per le allodole" quella su Giorgio Morandi organizzata al Vittoriano di Roma. E' l'impressione che si ricava dopo aver ammirato le 170 opere, di cui cento dipinti, esposti nel complesso monumentale del Milite Ignoto e dedicati al pittore bolognese, famoso per i suoi interminabili studi di nature morte, paesaggi e fiori estratti dalla loro dimensione temporale."L'idea mia e degli organizzatori di Comunicare Organizzando era di fare una mostra seria non uno specchietto per le allodole", ha detto Maria Cristina Bandera, direttrice della Fondazione Longhi, specialista di Morandi a cui, oltre alla mostra romana di cui è curatrice, si devono le ultime grandi mostre internazioniali sul pittore, ultima quella al Metropolitan Museum di New York. "Volevamo presentare al pubblico una mostra esaustiva, rigorosa e molto chiara con il desiderio di avvicinare il pubblico a questo artista italiano molto amato all'estero. Non cercavamo la massa del pubblico ma ogni singolo visitatore".Che significato ha riproporre la poetica pittorica di Morandi nel veloce mondo di oggi? "La sua attualità è dovuta al fatto che Morandi non ha mai voluto essere attuale nemmeno al suo tempo. E' un pittore - ha detto Bandera - che attraversa il tempo perchè la sua poetica - fatta di soggetti molto semplici: paesaggi, fiori, nature morte - in realtà pone delle domande più che delle risposte. E' un artista che, nell'incertezza dei bordi e nell'irrequietezza del tratto, è vicino ad un'epoca come la nostra, fatta di enigmi, di incertezze e di dubbi".Il percorso espositivo al Vittoriano non propone un'opera principe, il quadro intorno a cui tutto il progetto espositivo ruota. E per una ragione semplice: un'opera specifica da ammirare non c'è perchè, ha spiegato ancora Bandera, "la mostra è fatta di tanti piccoli passaggi, quasi dei fotogrammi della traiettoria ben tesa del suo percorso artistico. Va vista nel suo scorrere. Forse la cosa più esemplificativa la si trova quasi alla fine del percorso, dove sono accostati due paesaggi ed una natura morta in cui possiamo vedere in parallelo il lavoro di Morandi. Le sue case questi parallelepipedi senza porte e finestre, sono accostati ad una natura morta di bottiglie che sembrano anch'esse dei parallelepipedi perchè sono con il collo molto corto, c'è un parallelismo di ricerca evidente".La mostra, che si svolge sotto l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica, rimarrà al Vittoriano fino al 21 giugno 2015.