Roma, (askanews) - Matisse e gli Arebesque a Roma: per ricordare che l'Islam non è terrore ma anche colore, cultura, sapere. La fascinazione di Henri Matisse per la cultura araba, proposta nella mostra in corso alle Scuderie del Quirinale, rappresenta un'originale chiave di lettura dell'opera del pittore francese, ma, in tempi in cui l'Islam piomba nella nostra realtà con le tinte cupe del sangue e del terrore, è senza dubbio anche un coraggioso invito al dialogo ed al ragionamento."L'anima della mostra - ha spiegato la curatrice Ester Coen - è l'arabesque, il motivo decorativo che entra nella pittura di Matisse diventando superficie e spazio. L'arabesque lo coglie da culture molto diverse, lo assimila e lo trasforma facendolo diventare un mondo di colori di spazi, che diventano spazi mentali".La scelta della decorazione tipica del mondo arabo come filo conduttore della mostra, è tuttavia una dichiarata sfida alla crescente incomunicabilità tra la cultura araba e quella occidentale. "Ho voluto mostrare la grandezza e la bellezza di una cultura che purtroppo si dimentica leggendo i giornali e le terribili notizie che accadono in quella parte del mondo - ha aggiunto - volevo fare vedere quanto quelle bellezze straordinarie di colori abbiano affascinato per decenni generazioni intere di artisti".Il percorso della mostra offre, tra le oltre 100, almeno tre opere sulle quali secondo Coen merita soffermarsi un istante in più. "Sono forse tra le meno note, per esempio nella sala 2 il ritratto di Yvonne Landsberg, un quadro di una rarità unica, un dipinto dai colori molto scuri che nasce dall'influenza delle maschere africane. Nella sala 4 c'è un bellissimo ritratto di bambina marocchina che sembra volare nello spazio con degli azzurri splendidi, e poi, al piano superiore, uno degli ultimi dipinti di Matisse, quello di una donna senza volto dove il colore predominante è il giallo molto forte. Una donna senza volto dove il segno rimane sempre forte, molto marcato, accompagnandosi ad una cromia brillantissima".La mostra rimarrà aperta fino al 21 giugno.