Roma, (TMNews) - Perché Christie's è riuscita a vendere un Bacon alla cifra record di 51 mln di euro? Perché nel 2008 chi ha comprato le opere in formaldeide di Damien Hirst a cifre stratosferiche, in contemporanea con il fallimento della Lehman Brothers, oggi vorrebbe liberarsene? Perché il mercato dell'arte contemporanea, spiega Gian Maria Mario curatore della pittura per la Fondazione Sorgente Group, oggi più che mai è "governato da analisti finanziari più che da storici dell'arte"."Nel 2008 - ha ricordato Mairo - Sotheby's a Londra riuscì a vendere 290 opere di Hirst, quello del teschio di diamanti o della mucca in formaldeide tanto per intenderci, a 135 milioni di sterline. Questo mentre la Lehman chiudeva mandando a casa migliaia di persone. Da allora però le quotazioni di Hirst sono scese, sia per una saturazione del mercato delle opere stesse che per il divorzio tra l'artista ed il potente gallerista Gagosian. Per rilanciare le quotazioni di Hirst sono in programma tutta una serie di azioni e di promozioni, come la preparazione di un catalogo ragionato, o l'annuncio di una sua retrospettiva".Nell'arte contemporanea, quindi, i valori delle opere non soltanto sono soggetti a forti oscillazioni ma possono essere orientati con opportune campagne di promozione. "Direi che è proprio così - ha detto ancora Mairo - nel giro delle grandi case d'aste il maggior numero di specialisti di arte contemporanea sono dei veri analisti finanziari, più che storici dell'arte. Le politiche dei prezzi sono studiate tenendo conto dell'andamento del mercato".