Roma, (askanews) - Non si fermano le polemiche sugli Oscar per l'assenza nelle nomination per il secondo anno, di attori e attrici afroamericani. Tra i primi a voler boicottare la serata delle premiazioni il prossimo 28 febbraio, il regista Spike Lee, sostenuto da molti altri, che ora è tornato sull'argomento parlando dal palco del Sundance Film Festival di Robert Redford dove ha presentato un documentario su Michael Jackson.Spike Lee in particolare ha voluto rispondere a Charlotte Rampling, candidata come miglior attrice per il film "45 anni", che in un'intervista ha espresso la sua contrarietà all'ipotesi di quote di nomination riservate alle minoranze, lanciata dallo stesso regista."Non è doveroso o obbligatorio candidare attori e attrici di colore - ha detto l'attrice inglese - sarebbe anzi razzista verso i bianchi. Forse gli attori di colore non meritavano di essere in nomination".Una frase che ha acceso ulteriormente il dibattito."E' l'unica ad aver detto così, io credo che lei abbia cambiato idea - ha detto secco Spike Lee - probabilmente qualcuno è andato da lei e gli ha detto che non vincerà un premio".Intanto, il board dell'Academy ha adottato una serie di misure per rendere più variegata la sua composizione per i futuri Oscar, impegnandosi a raddoppiare entro il 2020 il numero di donne e membri appartenenti a minoranze razziali.