Salvador di Bahia (askanews) - Il Brasile prevede di schierare 220mila militari che saranno inviati a sensibilizzare tre milioni di famiglie sulle profilassi d'igiene per ridurre i rischi dello Zika virus. Nel paese latino-americano si stimano da 400mila a oltre un milione di casi l'anno mentre al gennaio 2016 sono stati stimati oltre 3.500 casi di microcefalia nei neonati, a fronte dei 150 casi all'anno solitamente registrati in precedenza.Lo Zika innesca una malattia sbarcata in America latina dall'Africa che mostra i sintomi di una forte influenza ed è correlata per certi versi alla dengue e alla febbre gialla. Il virus è trasmesso da diverse zanzare come l'Aedes aegypti e la zanzara tigre."Mobiliteremo 220mila soldati, tra uomini e donne, delle tre forze armate per la campagna contro lo Zika" ha detto il ministro della Difesa brasiliano Aldo Rebelo. "Saremo massicciamente attivi in 297 città e saremo presenti in altre 59 che registrano alti livelli di contagio. Prevediamo di raggiungere direttamente almeno tre milioni di famiglie ma chiaramente il raggio d'azione della missione sarà molto più ampio", ha concluso Rebelo.Intanto per combattere la drammatica estensione di casi di microcefalia tra i neonati legata lla diffusione dello Zika virus, un ospedale di Salvador, nello Stato densamente popolato di Bahia, ha deciso di riservare un reparto speciale ai piccoli malati colpiti dalla malformazione e alle loro famiglie. La microcefalia è una rara malformazione neurologica nella quale la circonferenza del cranio risulta notevolmente più piccola della media. Per le famiglie si tratta di uno shock drammatico."È una cosa che non conoscevamo e non sappiamo che cosa ci aspetta" confessa sgomenta la madre 24enne del piccolo Pietro, affetto da microcefalia. "Nessuno sa dirci se potrà mai camminare o parlare. Lo scopriremo solo con il tempo. Certo, abbiamo molta paura. Non sappiamo come sarà la sua vita, ma che cos'altro possiamo fare?".Il supporto offerto dalle autorità sanitaria, dopo il primo momento di sbandamento dovuto all'emergenza, è spinto al massimo, come spiega Janeusa Primo, neurologa pediatrica condirettrice del servizio dedicato ai pazienti microcefali."La microcefalia segnala l'incapacità del cervello di crescere. E dato che non cresce, le ossa del cranio si restringono perché quello che le fa sviluppare è la forza interna del cervello che spinge le ossa a espandersi. Adesso abbiamo superato la fase di sorpresa e sgomento. Siamo nella fase dell'azione e siamo molto consapevoli. Dobbiamo intervenire e lo facciamo offrendo aiuto ai pazienti e alle loro famiglie".(Immagini Afp)