Venezia (askanews) - A volte gli Stati Uniti e il Canada, nonostante la vicinanza geografica, vengono percepiti come mondi molto diversi e la distanza che li separa sembra essere confermata dai rispettivi padiglioni alla 56esima Biennale d'arte di Venezia. Nello spazio americano si respira infatti l'atmosfera rarefatta del lavoro di Joan Jonas, maestra della performance e del video, vera e propria figura leggendaria, nonostante il fisico minuto e la discrezione, nel mondo dell'arte. Tutte le cinque gallerie sono occupate da una installazione concepita specificamente per la Biennale, i cui temi sono la fragilità della natura, ma anche i fantasmi che secondo Jonas vivono in tutte le stanze del mondo. E i suoi video, all'interno del progetto significativamente intitolato "They come to Us without a Word, sembrano proprio indagini poetiche su queste presenze invisibili, che ci scortano, ci guidano, ci accompagnano. Joan Jonas ragiona su singoli soggetti del mondo naturale, siano le api oppure i pesci, cercando di creare una sensazione di evocazione quasi magica e non una narrazione didascalica del modo in cui il mondo sta cambiando.Cambiamenti che sono anche alla basa del lavoro del collettivo BGL per il padiglione del Canada, ma la strada scelta in questo caso è molto lontana dalle atmosfere quasi oniriche di Jonas e lo spettatore si trova di fronte, fin dall'inizio, a questioni di ordine pratico. Il padiglione "Canadassimo", superlativo per statuto, si mostra infatti parzialmente nascosto da impalcature che sono già parte del progetto creativo, che si perfeziona nella prima sala, un vero e proprio mini market rifornito di cibi, bevande e altri generi di consumo. Dopo un'intercapedine che ricorda un salotto poco arredato si entra nella seconda parte dell'allestimento, una grande stanza dove sono ammassati moltissimi oggetti, tra i quali spiccano dei barattoli coperti di vernice colorata. Il padiglione poi si apre verso l'esterno, con un terrazzo nel quale BGL ha installato una strana pista fatta per fare scorrere le monete. Ancora una volta il denaro e ancora una volta il riferimento al mercato.Dove Joan Jonas agiva per sottrazione, i BGL hanno proceduto per accumulazione. Ma entrambi i padiglioni, e qui le loro storie si ricongiungono, ci invitano a riflettere anche sulla figura dell'artista come raccoglitore e sulle tante possibili forme che può assumere il nostro stare nel mondo.