Roma, (askanews) - Dalla Prima guerra mondiale, con film come "La grande guerra" di Mario Monicelli, agli anni difficili nel dopoguerra con "I Vitelloni" di Federico Fellini, fino ad arrivare agli anni '60 con "Il boom" di Vittorio De Sica o "Il medico della mutua" di Luigi Zampa. Un pezzo d'Italia e di italiani, raccontati attraverso le interpretazioni di Alberto Sordi nel dvd "Una storia tutta italiana", uscito con Faber Editore, e il patrocinio della Fondazione Alberto Sordi.Un documentario-collage con spezzoni dei suoi personaggi più famosi, a comporre quasi un'autobiografia nazionale con i nostri tic, le cialtronerie, ma anche la generosità, il coraggio e il sacrificio.E a narrare questo omaggio all'Albertone nazionale e questa lezione sulla storia d'Italia, c'è Flavio Insinna che all'inizio, ha detto, quasi non voleva accettare per la grande responsabilità. "Per raccontarlo agli altri anziani al bar quando sarò alla casa di riposo per artisti, potrò dire che ho prestato la voce per il documentario di Alberto Sordi quindi poi alla fine dici sì". "Non è stata un'occasione di lavoro, ma un'occasione di vita, umana, per me è stato proprio un regalo".Parlando dei personaggi portati al cinema da Sordi Insinna ha aggiunto:"Secondo me c'è stato un equivoco, abbiamo riso tantissimo e ci siamo emozionati con i film di Alberto Sordi ma ci siamo scordati che i difetti che mostrava erano condannati, abbiamo riso e ci siamo distratti, ma credo che sia tempo, anche grazie a un documentario come questo, di capire che sono difetti da evitare, altrimenti questa città, la mia e la sua, farà fatica a rimanere eterna. Stamattina proprio ho pensato: cosa penserebbe Sordi di questa città e di questa Italia di oggi, in questi tempi così faticosi? E con quale film proverebbe a indicarci la strada per un'uscita di sicurezza?".