Roma, (TMNews) - Quasi 90 minuti chiusi in auto di notte con il protagonista che parla al telefono combattendo con il suo dramma e i suoi demoni. E' "Locke", il secondo film dello sceneggiatore e regista irlandese Steven Knight al cinema dopo il successo all'ultima Mostra del cinema di Venezia, dove è stato presentato Fuori concorso.A fare il film da solo è Tom Hardy, Ivan Locke, l'incredibile cattivo Bane dell'ultimo Batman "Il Cavaliere Oscuro-Il ritorno", un uomo che in una sola notte si ritrova la vita sconvolta, per sua volontà. Ha una bella famiglia, un ottimo lavoro, e sta per tornare a casa a vedere la partita in tv alla vigilia di un giorno fondamentale per la sua carriera. Lui però non ci sarà, è in macchina, solo, in autostrada, e guida dopo aver ricevuto la telefonata di una donna con cui, una sola volta ha passato la notte, ma che ora sta partorendo il loro bambino. La corsa verso l'ospedale, dopo aver deciso che la cosa moralmente giusta da fare è essere lì al suo fianco, è scandita da una telefonata dopo l'altra, alla moglie, a cui deve spiegare il tradimento, al suo capo che lo licenzia, al fidato collega che dovrà fare il lavoro al posto suo e a quella donna in ospedale che lo aspetta in preda al panico e ai dolori.Lo scenario è solo questo, l'unico interprete ad apparire sullo schermo è Hardy, in una performance magistrale, degli altri personaggi si sentono solo le voci. E' la tragedia di un uomo qualunque che ha deciso di agire così per rimediare al suo errore e riscattare ciò che fece a lui un tempo suo padre.