Milano (askanews) - Sebbene per alcuni sia un astuto manipolatore orientato al successo, l'artista cinese Ai Weiwei resta al centro della scena internazionale anche per quest'anno. La classifica degli artisti viventi più importanti del 2015 stilata da Artsy e Planet Art lo vede infatti al primo posto, e nelle motivazioni la sua dissidenza - sulla quale non mancano dei dubbi - rimane uno dei temi più sottolineati. Ma l'importanza del lavoro di Weiwei è rimarcata anche dal Guardian, che ha indicato la sua mostra alla Royal Academy di Londra tra le dieci migliori esposizioni dell'anno.Al secondo posto nella classifica di Artsy un altro superbig del mercato, quel Jeff Koons che ha saputo reinterpretare la lezione classica della Pop Art con un taglio non sempre osannato dai critici, ma sicuramente apprezzato dai collezionisti, disposti a spendere cifre da capogiro.Altre citazioni per la giapponese Yayoi Kusama e per un altro immancabile come Damien Hirst, ormai un classico longseller che mantiene però ancora una grande forza e una vena di rabbia e dissacrazione, nonostante le quotazioni multimilionarie dei suoi lavori.Tra tanti nomi internazionali c'è anche un po' di Italia: tra le mostre più apprezzate dal Guardian e dal critico Adrian Searle, c'è infatti l'antologica di Juan Munoz, allestita in HangarBicocca a Milano. Una esposizione di enorme impatto, nella quale è stata ricreata, e addirittura potenziata, l'installazione totalizzante "Double Bind", concepita nel 2001 per la Turbine Hall della Tate Modern.Sempre nello spazio milanese di Pirelli si è poi concretizzata una mostra che possiamo scegliere come traghettatrice verso l'arte del futuro: "Hypothesis" di Philippe Parreno non è solo una messa in scena superba, ma è anche un viatico verso ciò che l'arte contemporanea è chiamata a pensare di se stessa, se vuole continuare a crescere e a essere avanguardia del presente.