Roma, (askanews) - Sarà una sfida tra "Anime nere" di Francesco Munzi e "Il giovane favoloso" di Mario Martone la 59esima edizione dei David di Donatello, i premi considerati come gli Oscar del cinema italiano. I due film, entrambi presentati all'ultima Mostra di Venezia, hanno ottenuto rispettivamente 16 candidature e 14. Seguono, con 10, "Mia madre" di Nanni Moretti e "Il ragazzo invisibile" di Gabriele Salvatores, con 8 "Torneranno i prati" di Ermanno Olmi e con 7 "Hungry Hearts" di Saverio Costanzo e la commedia "Noi e la Giulia" di Edoardo Leo.Per il David al miglior regista sono in gara proprio Moretti, Martone, Olmi, Munzi e Costanzo. Nelle cinquine degli attori protagonisti la lotta sarà tra Fabrizio Ferracane, Elio Germano per il suo Leopardi, Alessandro Gassmann, Riccardo Scamarcio e Marco Giallini. Tra le attrici, invece, tra Virna Lisi per il suo ultimo film "Latin Lover", Margherita Buy, Jasmine Trinca, Paola Cortellesi e Alba Rohrwacher. Tra i migliori attori non protagonisti spicca la candidatura di Nanni Moretti per "Mia madre".Il 12 giugno verranno annunciati i vincitori nella cerimonia al Teatro Olimpico di Roma in diretta su Rai Movie e in differita in seconda serata su Rai 1. Dopo la colorita conduzione dello scorso anno con Paolo Ruffini e l'infelice battuta a Sophia Loren, torna Tullio Solenghi, che si è definito "l'usato garantito". Rispetterò l'ortodossia della cerimonia, ha detto, coniugandola con alcune mie facezie, serve la giusta misura per essere ironici. (La sua formula sarà):"A seconda del premiatore che interviene ci viene qualche idea, poi ci sarà qualche provocazione, molti spunti per divertirsi insieme prima della premiazione".(Ha delle preferenze tra i film candidati?)"Mi hanno emozionato molto sia "Anime nere" che "Mia madre" di Moretti, sono stati due momenti molto belli passati al cinema".Gian Luigi Rondi, presidente dell'Accademia del cinema italiano ha ricordato quanto sia importante difendere il nostro cinema e alla luce dei deludenti dati usciti di recente sui film italiani, Giuliano Montaldo ha concluso:"Io credo ancora al cinema, vi prego di dire insieme a me, viva il cinema".