Lisbona, (askanews) - E' morto a 106 anni il regista portoghese Manoel de Oliveira.Nella sua lunga carriera ci sono oltre 50 film. Nato nel 1908 a Oporto, iniziò quando c'era ancora il cinema muto, nel 1931, con i primi documentari. Dopo il primo film, nel 1942, "Aniki-Bobo" riscoperto e rivalutato nel 1961 al Festival di Cannes, per vent'anni non riuscì a portare a termine i suoi progetti, refrattario com'era al regime salazarista e si limitò ai cortometraggi. Negli anni Cinquanta fece il primo film a colori mai girato in Portogallo, ma solo dagli anni Sessanta ebbe l'appoggio istituzionale necessario per poter dirigere.Nella sua carriera ci sono anche un arresto in piena dittatura di Salazar e il set durante la rivoluzione dei garofani del 25 aprile 1974. Dal 1980 iniziò una nuova fase creativa, tanti film, partecipazioni e premi ai Festival di Cannes, Venezia e Berlino, riconosciuto da tutti tra i grandi cineasti con film come "La divina commedia", "La lettera", "Inquietudine" e "Viaggio all'inizio del mondo".Oliveira è entrato anche nel Guinness dei primati come decano dei registi mondiali. L'ultimo film, il corto "The Old Man of Belem" è del 2014 ed è stato presentato Fuori concorso alla 71esima Mostra del cinema di Venezia.