Roma (askanews) - "Una giornata particolare", "C'eravamo tanto amati", "Brutti, sporchi e cattivi", con cui aveva vinto il premio per la miglior regia al Festival di Cannes e "La famiglia" sono solo alcuni dei capolavori di Ettore Scola scomparso a 84 anni. Dietro la cinepresa ha saputo raccontare con ironia e intelligenza i cambiamenti dell'Italia dal dopo guerra a oggi. Nella sua carriera ha vinto 8 David di Donatello e ottenuto 4 candidature all'Oscar che però non ha mai portato a casa.Nato a Trevico (Avellino) il 10 maggio 1931, con lui se ne va uno degli ultimi maestri del cinema italiano che ha vissuto prima da sceneggiatore e poi regista, anche se nasce giornalista. Sofia Loren, Vittorio Gassman, Nino Manfredi, Stefania Sandrelli e Marcello Mastroianni sotto la sua direzione hanno dato alcune delle più belle e importanti prove del cinema italiano come l'amore impossibile ai tempi del fascismo raccontato in Una giornata particolare e le vicende di tre amici tutti innamorati della stessa donna in "C'eravamo tanto amati".Ultimo suo film nel 2013 il documentario dedicato a Fellini Che strano chiamarsi Federico. Ettore Scola attento osservatore della realtà del Belpaese si è sempre impegnato nel sociale partecipando in prima persona alle grandi battaglie civili ed artistiche italiane. Nell'1989 ha anche fatto parte del governo ombra del Pci con delega ai Beni Culturali.