Milano (askanews) - La dolce vita è finita, per sempre. Dopo Fellini e Mastroianni se ne è andata anche Anita Ekberg, l'icona di quel sogno in pellicola immaginato dal maestro riminese e incarnato dall'attrice svedese e dal grande interprete italiano. La Ekberg è morta nella clinica di Rocca di Papa, ai Castelli Romani, dove era ricoverata da tempo. Sola e povera, lontana anni luce dai fasti della Dolce Vita."La dolce vita" è stato l'apice della sua carriera. Era cominciata a stento ad Hollywood dove era sbarcata dopo l'elezione a Miss Svezia nel 1950 a 19 anni e la partecipazione a Miss Universo. Il magnate produttore americano Howard Hughes l'aveva chiesta in sposa, ma di parti sul set alla prorompente svendere ne aveva offerte ben poche.Bionda, fisico mozzafiato, la Ekberg è molto determinata: dopo aver studiato recitazione inizia lentamente ad affermarsi. Arrivano le prime pellicole con partner di primordine: Rock Hudson, Jerry Lewis e Dean Martin. Un Golden Globe come miglior attrice emergente per il film "Hollywood o morte!". Poi, il kolossal di King Vidor "Guerra e pace" e in seguito l'Italia e Fellini. Oltre alla Dolce Vita lavorerà con il regista per "Boccaccio 70" (1962), "I clown" (1970) e "L'intervista" (1987). Dopo una parentesi negli Stati Uniti la Ekberg decide di trasferirsi definitivamente in Italia. Qui morirà e avrà le sue esequie nella chiesa svedese di Piazza Farnese, a Roma, con rito luterano. Ma per sua volontà le ceneri torneranno in Svezia, nella cittadina natia di Malmo.