Roma, (askanews) - E' diventata famosa col suo primo film "La vita di Adele", vincitore della Palma d'oro a Cannes nel 2013: la storia di una ragazza adolescente che si apre alla vita attraverso la travolgente passione amorosa per una studentessa di Belle Arti. Nel suo secondo film "Les Anarchistes", che quest'anno partecipa alla rassegna parallela del festival "La semaine de la critique", l'attrice Adèle Exarchopoulos è invece Judith, una giovane anarchica parigina della fine dell'800, che fa innamorare Jean, agente infiltrato della polizia, interpretato da Tahar Rahim."La Vita di Adele è stato incredibile, avevo l'impressione di essere là per caso. Gli occhi di Abdel, il registae tutta quell'esperienza, mi hanno fatto vivere. E dopo mi sono detta: ecco, adesso bisogna che accetti la sfida di lavorare, di calarmi in un ruolo completamente diverso, in un'epoca completamente diversa, qualcosa di assai meno naturalista, un lavoro ben preciso."E' piacevole questa sensazione di un vento nuovo, di lavorare con una squadra nuova, fare tutto per un film nuovo, c'è eccitazione e pressione allo stesso tempo"."Quel che mi è piaciuto del personaggio di Judith è ciò che dice all'inizio, che è diventata anarchica per amore e non per odio".Il regista Elie Wajeman spiega invece il tema di fondo, esistenziale, di "Les Anarchistes""E' la questione degli infiltrati, che è il problema della divisione, di essere divisi. Possiamo essere l'una e l'altra cosa allo stesso tempo? Spesso nella vita lo siamo, ed è molto complicato".