Milano, (TMNews) - Per lasciare il segno ha scelto un richiamo rock e selvaggio, abbreviando il suo vero nome, Alice, e unendolo al cognome dell'icona anni Ottanta Kim Wilde: si chiama Ace Wilder la popstar svedese che ha raggiunto il successo internazionale grazie alla hit "Busy doin' nothin'". Un motivo con un messaggio provocatorio per la sua generazione, spesso disillusa e troppo concentrata su se stessa. "Noi possiamo essere pigri - dice - i nostri genitori hanno lavorato per 40 anni in azienda, oggi i giovani cambiano lavoro come la biancheria intima. Chiediamo tanto senza dare altrettanto in cambio". "Vogliamo fare soldi mentre dormiamo, questo è il nuovo sogno".La musica di Ace Wilder è il risultato di una vita a cavallo tra Svezia, dove è nata ed è tornata a 17 anni, e Stati Uniti, dove si è trasferita da bambina con la famiglia: "In Svezia si impara ad essere molto diplomatici e neutrali, si fanno le cose ma non ci si può vantare, negli Stati Uniti è importante realizzare qualcosa di eccezionale. Ho attinto da entrambe le parti, l'importante è essere aperti"."Il mio sogno è stato sin da piccola essere un'artista. Nella vita le cose cambiano e trovi altro da fare. Ma due anni fa mi sono svegliata dicendomi: no, sarò un'artista".Ha iniziato come autrice, poi Ace ha deciso di interpretare i suoi brani, costruendo una carriera che si ispira all'eleganza anticonformista di Katherine Hepburn e Gwen Stefani e alla musica di Michael Jackson, ma guarda anche a modelli di oggi. "Miley Cyrus si impone perchè osa fare qualcosa di scandaloso. Mi piacciono anche Robyn, Beyoncé e il suo team al femminile"."La vita dopo il successo è molto divertente: lavori ma non è lavoro se ti piace quello che fai. Prima lavoravo tanto, adesso sto solo vivendo il sogno. Spero di continuare, farò del mio meglio".