Roma (askanews) - A 45 anni appena compiuti, a quasi venti dal successo di "Radiofreccia", Stefano Accorsi torna nella sua Emilia-Romagna e si regala il ruolo forte e intenso di un tossicodipendente, nel film di Matteo Rovere "Veloce come il vento", ispirato a una storia vera, nei cinema dal 7 aprile. Ambientato nel mondo delle corse automobilistiche, racconta la storia di una diciassettenne interpretata da Matilda De Angelis, che partecipa al campionato GT. Dopo la morte del padre ritrova il fratello sbandato, Loris, ex pilota, interpretato da Accorsi, che la guiderà in un percorso adrenalinico."Con Matteo subito l'intenzione è stata quella di mettere la barra alta per questo personaggio: non volevamo fare finta - ha spiegato Accorsi, aggiungendo - Siamo andati quasi sempre verso la verità del personaggio, che fosse fisica, di parlata, di atteggiamento, che fosse verso le macchine e i motori, perché abbiamo fatto una grande preparazione con Matilde su guida di macchine veloci, sportive. Matilde ha preso la patente un giorno e il giorno dopo sfilava a 300 km all'ora in pista, con noi di fianco... Molto tranquilli peraltro".Accorsi per il ruolo si è immerso in quel mondo di corse, team e famiglie che vivono per adrenalina e velocità, ma sono molto lontane dai bagliori della Formula 1. Per interpretare Loris è dimagrito 10 chili, ha cambiato look, ha incontrato tossicodipendenti e si è messo al volante come un vero pilota. "Un uomo abituato ad andare in equilibrio su un bordo, su un cornicione molto pericoloso. C'è una frase bellissima dei piloti che dicono: 'se tu hai tutto sotto controllo quando corri vuole dire che stai andando troppo piano'. C'è sempre qualcosa che ti deve sfuggire un po' di controllo - ha concluso, rivelando -ci è piaciuto anche pensarlo come un Freccia sopravvissuto...".