Milano (TMNews) - L'Italia di oggi, al tempo della crisi economica e della criminalità organizzata, raccontata senza reticenze né pudori, ma neppure senza quella dose di empatia umana che è la cifra della buona letteratura. "Resistere non serve a niente" di Walter Siti è opera complessa, che si muove su un confine sottile e lo stesso scrittore modenese conferma la sua necessità di avvicinarsi in prima persona agli argomenti di cui poi scrive."Io non riesco - ci ha detto a Milano - a parlare di una cosa che appartiene alla società se non me ne faccio contaminare. Il tema del denaro come unico valore è un tema che sento anch'io, attraverso, diciamo così, la porticina del desiderio".Al centro del libro il personaggio di Tommaso Aricò, in qualche modo figlio della mutazione antropologica prevista da Pasolini, delle cui opere Siti è curatore. "Il personaggio di Tommaso - aggiunge lo scrittore - nasce dal tema della bulimia, cioè l'idea iniziale è stata di questo ragazzo che mangia troppo, che mangia di tutto. Il tema della bulimia passa dal corpo allo spirito".Da più parti Walter Siti viene indicato come il "grande romanziere italiano" contemporaneo, ma lui non si scompone. "Come succede con gli inglesi con Shakespeare - ci ha detto - la letteratura italiana è costretta a guardarsi indietro, nel senso che il più grande scrittore italiano lo abbiamo avuto all'inizio ed è indubitabilmente Dante. Penso che conta la letteratura e non conta chi la fa. Una delle poche cose piacevoli del fare letteratura è sperare che i tuoi libri ti sopravvivano anche quando di te stesso come persona piena di casini e di difetti non resterà più niente".Per ora, quello che è certo, è che i romanzi di Walter Siti tolgono il fiato, per quando vanno vicino, come diceva il mitico fotografo Robert Capa, al soggetto che vogliono documentare. E scusate se è poco.