Torino (TMNews) - L'emozione e la ricerca di una bellezza pura. I Preraffaelliti, corrente artistica britannica dell'età vittoriana che rientra sotto il grande cappello del Simbolismo, arrivano a Palazzo Chiablese a Torino, per testimoniare, come recita il titolo della mostra realizzata insieme alla Tate Britain di Londra, l'utopia della bellezza. Luca Beatrice è il curatore per la parte italiana. "I Preraffaelliti - ci ha spiegato - nella storia dell'arte sono stati forse il primo movimento, il primo gruppo, che ha guardato con insistenza nei confronti del passato. E quindi forse sono un po' dei post moderni ante litteram".A conferma di ciò, il fatto che l'estetica preraffaellita ha avuto molto seguito in svariati campi della cultura contemporanea. "Credo che i Preraffaelliti - ha aggiunto Beatrice - abbiano molto influenzato le arti contemporanee, a cominciare dalla musica, con il Dark e la New Wave, per continuare con la moda, per esempio nelle passerelle di Vivien Westwood e Alexander McQueen, e poi il cinema, che li ha citati tanto, da Dracula di Bram Stoker, fino a tutto Tim Burton".In mostra, alcuni capolavori iconici, come la "Beata Beatrix" di Dante Gabriel Rossetti, padre e simbolo del movimento, e, soprattutto "Ophelia" con la drammatica storia della musa e modella di Rossetti, Elizabeth Siddal. "Lei - ha concluso il curatore - posò per John Everett Millais in questa vasca da bagno completamente vestita, l'acqua spesso si raffreddava perché riscaldata solo da candele e da alcune lampade e in particolare sembra che lei abbia contratto una grave forma di malattia respiratoria proprio stando immersa per ore nella vasca da bagno".La mostra torinese resterà aperta al pubblico fino al 13 luglio.