Torino (askanews) - La guerra non è un affare solo per uomini. Le donne si trovano spesso in prima linea e non solo come civili inermi, ma come soldatesse e come fotoreporter. Raramente se ne parla, soprattutto delle fotoreporter in zone di guerra, mestiere considerato appannaggio dei maschi. A colmare questa lacuna ci ha pensato Andreja Restek, fotoreporter di guerra croata, ma torinese di adozione, che ha organizzato a Palazzo Madama di Torino "In prima linea - Donne reporter in zone di guerra", una mostra composta 70 immagini scattate da 14 giovani donne fotoreporter che lavorano per le maggiori testate internazionali e che provengono da diverse nazioni: Italia, Egitto, Usa, Croazia, Belgio, Francia, Gran Bretagna, Spagna. "La mostra nasce quasi un anno fa per contrastare l'idea che il fotogiornalismo di guerra sia una cosa da uomini. Ho un sacco di colleghe bravissime che lo fanno".

"Non c'è uno sguardo femminile o uno maschile sulla guerra, parlerei piuttosto di differenze culturali e diverse sensibilità. Linda Dorigo racconta il Kurdistan senza mostrarti quasi un fucile e c'è chi ti racconta la guerra mostrandoti anche i morti. Siamo molto molto diverse ma non si tratta di sguardi maschili o femminili".

Oltre agli ascatti della Restek, a Torino si potranno ammirare quelli di Iana Zeyneb Alhindawi, Alison Baskerville, Matilde Gattoni, Jody Hilton, Monique Jacques, Shelly Kittleson, Maysun e Annabell Van Den Berghe, che ha firmato la foto sulla sulla locandina della mostra. "Ho iniziato grazie ai miei studi sul Medio Oriente e questo è il motivo per cui mi sono recata lì. Ho notato così tante differenze tra il mio mondo, il mio paese che è il Belgio, e il mondo che stavo studiando che ho subito sentito di dover costruire una sorta di ponte. E così ho iniziato a scrivere storie e scattare foto"

Perché anche la guerra, dice la fotografa, non è una cosa da uomini. "Anche le donne vivono la guerra, combattono per la loro vita in prima linea o a in casa mentre provano a proteggere i loro figli, non è una cosa esclusiva degli uomini. E questo è il motivo per cui per esempio in Siria molte hanno deciso di impugnare le armi, volevano fare qualcosa per il loro paese. Sono molti gli scatti in mostra che raccontano il conflitto siriano, una guerra tra le più dure, come racconta Maysun, fotografa spagnola di origine palestinese: "Lo spartiacque è la guerra in Siria. Per me c'è un prima e un dopo. Ho coperto diversi conflitti, ma la guerra in Siria mi ha cambiato come persona e come fotogiornalista. Ho imparato, ho perso cose, ho perso persone".

La mostra, ospitata a Palazzo Madama dal 7 ottobre, si chiude il 13 novembre.