Roma, (askanews) - Una mostra di 345 illustrazioni, realizzate da uno dei più grandi protagonisti dell'arte italiana del '900 per il quotidiano ufficiale del partito fascista, "Il Popolo d'Italia". Fino al 10 gennaio il Casino dei Principi e il Casino Nobile di Villa Torlonia, a Roma, ospitano l'esposizione "Mario Sironi e le illustrazioni per 'Il Popolo d'Italia' 1921-1940", un'occasione per far conoscere anche il Sironi disegnatore politico, attività a cui il pittore si dedicò con fervore dopo aver aderito agli ideali del regime.Le vignette in mostra sono state per lo più realizzate tra il '21 e il '27, selezionate tra oltre 2000 disegni, alcune non sono mai state pubblicate. Ironiche e sarcastiche prendono di mira soggetti politici come i partiti avversari (7.21), la vecchia classe governativa liberale, il partito socialista, il partito popolare e offrono un'importante testimonianza storica.Il curatore Fabio Benzi, docente di Storia dell'arte contemporanea all'Università di Chieti."L'attenzione che Sironi dedicò alla politica fu molto particolare. Più di 900 illustrazioni nell'arco di 20 anni, un lavoro intenso che però non è esclusivo, perché quest'attività per lui significava spostare i termini dell'arte e dell'estetica dall'arte borghese, a un'arte diretta invece a un pubblico molto più ampio, sociale".C'è una parte dedicata ai bozzetti, vignette sulla storia italiana e su specifici episodi come il delitto Matteotti o l'Aventino, e una sezione dedicata ai temi di politica estera.I suoi bersagli principali sono le ricche democrazie, l'America, la Francia, l'Inghilterra e il comunismo russo, con Lenin raffigurato come un tiranno fastoso e crudele.Il percorso è arricchito da un documentario, con foto e testimonianze, per capire meglio il Sironi disegnatore politico, ancora molto moderno."Il segno è modernissimo, di un'inventiva straordinaria e multiforme, non si ferma mai dietro a un'espressione manierata e la modernità gli è data da questo appartenere alle avanguardie più impegnate del secolo scorso".