Parigi (askanews) - Scaloppine, spiedini e svizzere, cioè gli hamburger della colonizzazione gastronomica fast food, tutti rigorosamente senza alcuna traccia di carne. Questa la mission della "macelleria vegetariana" appena aperta a Parigi. La sua clientela? I "flexitariani", orrido neologismo per designare i vegetariani a geometria variabile, non fondamentalisti, quelli che non disdegnano un piatto di carne di tanto in tanto. Dei bisex alimentari, degli ibridi gastronomici, per intenderci.Lo chef Valerian si mette ai fornelli di questo ristorante vegetariano. Nel menu si legge: "hamburger" ma, fate bene attenzione, questo piatto non contiene un grammo di carne, solo un mix di soia, grano e piselli. I clienti gradiscono, sia pure giustificandosi."Oggi con la carne non sai più quello che mangi. Ci dicono che è tutto manzo ma poi è pieno di porcherie. Qui almeno so quello che mangio. Sa di carne, con un retrogusto leggermente affumicato. È buono ".La "macelleria vegetariana" è un concetto nuovo in Francia ma molto diffuso in Olanda. I prodotti si ottengono partendo da un impasto vegetale portato a -30 gradi prima di essere compresso per dargli la consistenza della carne. Una proposta destinata soprattutto ai vegetariani ma anche ai flexitariani in cerca di trasgressioni, carnivori che tentano di ridurre il consumo di carne. Perché fa bene alla salute e all'ambiente, come sottolinea Philippe Conte, proprietario della "Boucherie végétarienne"."Se volete potete fare come me, mangiare carne una volta ogni due settimane, consumando dei sostituti della carne. Si può fare tranquillamente. E se non potete proprio farne a meno, riducete il consumo di carne a due o tre volte a settimana e avrete fatto uno sforzo immenso anche per ridurre la produzione di gas a effetto serra".Colesterolo e ozono ringraziano.(Immagini Afp)