Modena (askanews) - Accarezza le nuvole a 19.000 piedi d'altezza, Paolo Barbieri, campione italiano di Volo in mongolfiera nel 1988, racconta la sua voglia di volare; una passione che col tempo si è trasformata in professione, ma che regala sempre bellissime sensazioni.

"La tranquillità, il fatto di andare senza una meta fissa, guardare a 360 gradi, ognuno ha le proprie sensazioni e la vive in modo diverso, il bello è proprio che ogni volo è diverso c'è sempre una novità, non si ha mai la stessa tipologia di volo, c'è molta varietà e questa incertezza di avere la navigabilità data dal vento".

Il volo a bordo dei palloni aerostatici, generalmente al mattino e al tramonto, è uno dei più lenti in assoluto. E quindi anche il meno pericoloso, se il pilota rispetta le poche fondamentali regole.

PAOLO BARBIERI

00.02:57Le prime regole -00.03.22 metri

"Le prime regole sono le regole dell'aria, ogni zona ha una quota. Rimanendo in contatto con l'ente di contatto si può superare questa zona ovviamente avvertendo. La quota massima è quella del volo a vista, quindi 19.500 piedi, circa 6.000 metri".

Il rischio riguarda generalmente l'errore umano, quando un pilota fa una manovra sbagliata. E' un aeromobile poco navigabile, si comanda solo con il vento, quindi bisogna evitare di volare con instabilità. Grande attenzione poi agli atterraggi.

PAOLO BARBIERI 3:25

Da pulire se si può!!!

00.03:25 Nel cortile - 00.03.59 tra le case

"Nel cortile di una casa spesso, su un albero no, per fortuna. Tanti anni fa, nel 1986 sono atterrato in via Novara a Modena, proprio in mezzo alla strada tra le case".

Barbieri, assieme al figlio Edoardo giovanissimo pilota, ha partecipato a Modena al "Voliamo Festival". All'evento, organizzato da Modena Fiere e Ferrara Fiere Congressi, in collaborazione con la Società modenese per Esposizioni Fiere e Corse di Cavalli, si sono dati appuntamento aerostati provenienti da mezza Europa.