Milano (askanews) - Un piede nudo e un soggetto disteso, su uno sfondo tipicamente italiano: è il curioso autoritratto di Cartier-Bresson che apre la seconda tappa di un evento espositivo dedicato all'immagine fotografica del nostro Paese a Palazzo della Ragione a Milano. Questa volta, nella mostra "Henri Cartier-Bresson e gli altri", a raccontare l'Italia sono gli scatti dei grandi fotografi internazionali che, come ci ha spiegato la curatrice Giovanna Calvenzi, hanno spesso uno sguardo meno critico verso di noi. "La visione che qui viene raccontata è una visione molto più affettuosa, meno analitica e più affettuosa, se possiamo dire così".In mostra gli scatti veneziani di Steve McCurry o quelli quasi apocalittici di Art Kane, le mitiche immagini di Robert Capa sulla Seconda Guerra mondiale o la Milano contemporanea di Irene Kung. E ancora gli sguardi dei pescatori che Sebastiao Salgado ha trasformato in metafore di un'umanità sempre su un confine, senza dimenticare il progetto di Paul Strand e Cesare Zavattini sulla Luzzara del 1953, una sorta di Spoon River all'italiana."L'unico problema - ha aggiunto Calvenzi - che ho avuto è stato il dover ridurre il numero degli autori, nel senso che nella prima mostra noi avevamo 42 autori, in questa ne abbiamo 36. E' stata fatta una scelta di dar più leggibilità e più spazio ai lavori dei singoli autori e quindi abbiamo deciso d'accordo con gli organizzatori dello spazio di ridurre il numero degli autori".Il risultato è un vero e proprio itinerario attraverso le strade e le storie d'Italia, che sarà aperto al pubblico fino al 7 febbraio 2016.