Roma, (askanews) - Per la 35esima volta, a Gubbio si è acceso l'Albero di Natale più grande del mondo: anche quest'anno gli "Alberaioli" hanno tenuto fede all'impegno preso da chi nel 1981 per la prima volta realizzò l'Albero sulle aspre pendici del Monte Ingino, concretizzando un sogno contro ogni logica e buon senso.Dopo Papa Francesco nel 2014 (e prima ancora Benedetto XVI e Giorgio Napolitano), quest'anno testimonial d'eccezione è stata l'organizzazione umanitaria internazionale Medici Senza Frontiere (MSF), premio Nobel per la pace 1999.L'Albero umbro dal 1981 viene allestito da un gruppo di volontari, con prestazione d'opera assolutamente gratuita, lungo il versante del monte Ingino ai piedi del quale è situata la città di Gubbio. E' conosciuto come l'Albero di Natale più grande del mondo, segno universale di pace e fratellanza tra i popoli.Entrato nel Guinness dei Primati dal 1991, è costituito da corpi illuminanti di vario tipo e colore, che disegnano un effetto cromatico assolutamente particolare e unico: si distende, con una base di 450 metri, per oltre 750 metri sulle pendici del monte Ingino; copre una superficie di circa 130 mila metri quadrati (poco meno di trenta campi di calcio); oltre 300 punti luminosi di colore verde ne delineano la sagoma; il corpo centrale è disseminato di oltre 400 luci multicolore; alla sommità è installata una stella cometa della superficie di circa mille metri quadri disegnata da oltre 250 punti luminosi; sono necessari circa 7.500 metri di cavi elettrici di vario tipo per realizzare i collegamenti; ogni anno sono necessarie circa 1.300 ore di lavoro per montare tutti i punti luce, stendere i cavi e provvedere ai loro collegamenti. L'Albero di Gubbio resterà acceso fino al 10 gennaio 2016.