Milano (askanews) - Due grandi del cinema italiano a confronto per parlare della passione per il grande schermo. Alberto Barbera direttore del Museo Nazionale del Cinema di Torino e della Mostra del Cinema di Venezia e il regista Paolo Virzì in occasione di "Sharing Arts" il ciclo di incontri promossi da Intesa Sanpaolo al padiglione Waterstone di Expo hanno lanciato un appuntamento importante."Siccome manca poco più di un mese alla 33esima edizione Torino Film Festival, l'idea è stata di presentarlo con un personaggio del calibro di Paolo Virzì che è stato per un anno solo purtroppo direttore di questa manifestazione ma che è rimasto molto legato alla città e la festival, ci siamo detti che era il modo migliore per presentare la prossima edizione".Il Festival diretto quest'anno da Manuela Martini prenderà il via il prossimo 20 novembre con l'atteso "Suffragette". Virzì racconta così la sua esperienza dello scorso anno."Un'esperienza inaspettata ed entusiasmante, non avrei mai immaginato di occuparmi del dietro le quinte di un festival. E' stata una cosa curiosa e divertente che non credo rifarei perchè mi piace fare il mio mestiere".Dopo il successo ottenuto con "Il capitale umano", Paolo Virzì sta ultimando "La pazza gioia"."Un film molto particolare, che ha toccato molto corde anche segrete, perchè ha a che fare con malattia mentale e quindi forse avevo il desiderio di essere un po' curato".Barbera stima molto il lavoro di Virzì ma si è detto preoccupato per lo stato di salute del cinema italiano, in pochi anni si sè passati da 120 a 250 film prodotti. Troppi per essere assorbiti dal mercato."L'incremento del numero dei film significa che diminuisce la qualità, perchè l'ammontare dei finanziamenti investiti nella produzione di film non è aumentata. Quindi vuol dire che ci sono meno soldi per ciascuno dei film prodotti. E questo non può non influire sulla qualità complessiva".Per questo bisogna puntare sulla qualità per tornare protagonisti del cinema.