Asti (askanews) - Un invito a cena ad un banchetto nel mondo antico, alla scoperta di cosa mangiavano i romani, ma anche gli etruschi e i greci. La mostra "Alle origini del gusto, il cibo a Pompei e nell'Italia antica", ispirata dal tema dell'Expo di Milano, è un'esperienza multisensoriale dove i reperti antichi prendono vita con un uso originale della tecnologia e della multimedialità, fra proiezioni, musica, racconti all'interno delle sale di Palazzo Mazzetti di Asti. Alessandro Mandolesi è uno dei curatori. "È un viaggio a ritroso, un dietro le quinte del mangiare antico, l'Italia e soprattutto l'Italia romana è il primo laboratorio di gastronomia del mondo antico perché assorbe tutte le tradizioni greche, etrusche, italiche e formalizza per la prima volta un vero e proprio menù". Le opere arrivano soprattutto dalla Campania, compreso questo triclinio di Gragnano, una intera sala da pranzo decorata con raffinato affresco del primo secolo. L'ambiente immersivo, tanto da rendere a volte difficile distinguere virtuale e reale, ha l'obiettivo di coinvolgere i visitatori, spiega Adele Campanelli, curatrice e Soprintendente per i beni archeologici di Salerno, Avellino, Benevento e Caserta."In qualche modo abbiamo rievocato i fantasmi che abitavano le cose perché l'archeologia ma in genere il processo museografico, separa oggetti dalla loro vita e storia e diventano cose mute che sembrano appartenere a chissà chi, in questo caso gli oggetti hanno recuperato un po' di vita".La mostra, promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Asti e dalla Fondazione Palazzo Mazzetti, resterà aperta fino al 5 luglio 2015.