Roma, (askanews) - Castel Sant'Angelo si staglia inconfondibile nel cielo di Roma: la prigione dei Papa fu anche il carcere di Giuseppe Balsamo conte di Cagliostro, nelle stanze ora riaperte al pubblico dopo vent'anni. Lo storico dell'arte Aldo Mastroianni, coordinatore di Castel Sant'Angelo: "Cagliostro sicuramente è stato circa un anno qui a Castel Sant'Angelo, quindi dal 1789 viene catturato per eresia e perché era iscritto alla loggia massonica... All'epoca venivano arrestati per questo, per le leggi del Vaticano. E quindi venne prima condannato a morte, e poi commutato in ergastolo".Giuseppe Balsamo conte di Cagliostro, nato a Palermo, allevato in convento fu medico, erbalista, mago implicato in vari affari fraudolenti. In prigione morì nel 1795, nelle Marche. Passò gli anni del processo a Castel Sant'Angelo. Monumento carico di duemila anni di storia, oggi museo tutto da visitare fra i sotterranei con la tomba dell'imperatore Adriano, le terrazze e le piazze d'armi, luogo immaginario del dramma di Tosca e Cavaradossi nell'opera di Puccini. Per lunghi secoli, fu prigione, residenza e roccaforte dei Papi, data la vicinanza a San Pietro; qui si rifugiò Clemente VII per sfuggire ai lanzichenecchi del sacco di Roma nel 1527.E queste stanze dove Cagliostro attese il processo aprono spiragli affascinanti sulla storia. Lia Monreale, del Museo di Castel Sant'Angelo: "Ci troviamo nella cosiddetta "Cagliostra" che si chiamava così per il Conte Cagliostro. Una prigione di lusso utilizzata per imprigionare personaggi di un certo rilievo: nobili, membri del clero. Cagliostro come nobile fu imprigionato qui. Gli affreschi che si vedono sono nello stile grottesco tipico del Rinascimento: scene greco romane, scene mitologiche, putti e divinità, a simboleggiare la rinascita dell'arte dopo il decadimento medievale.