Roma, (askanews) - "Tutti questi giornali ci ho collaborato, a volte li ho fondati..." Sostenitrice del femminismo fin dagli albori, Adele Cambria arrivò a Roma dalla Calabria nei primi anni Cinquanta, con il sogno di fare la giornalista. Ha scritto per i maggiori quotidiani italiani (Paese Sera, La Stampa, il Messaggero, l'Unità) ed è stata co-fondatrice di "Noi donne". Oggi per lei l'8 marzo è un giorno come un altro. Un giorno legato soprattutto al passato: "I primi tempi che si facevano i cortei dell'8 marzo, noi non volevamo i maschi nel corteo. C'erano gli slogan: 'maschi, maschi, che state qui a guardare, a casa ci sono i piatti da lavare'... Era bello i primi tempi quando si faceva il corteo con Dacia Maraini, aveva un tamburo e partivamo da Piazza Esedra e arrivavamo a Piazza Navona, quello valeva la pena".Nella sua casa romana, a due passi da Campo de' Fiori, la scrittrice e autrice di trasmissioni televisive, che ha anche recitato in alcuni film dell'amico Pier Paolo Pasolini, ricorda di avere scoperto l'8 marzo solo a Roma e che la mimosa veniva usata perché non si pagava: "Le mimose perché erano gratis, le donne erano povere".E poi la sua libreria - un patrimonio di volumi dove, come nella tradizione della libreria delle donne alla Casa internazionale delle donne, gli autori maschi sono rigorosamente divisi dalle autrici femminil: "Io ho già deciso di dare alla Casa delle donne tutti i miei libri, perchè i miei figli sono all'estero".Negli Anni Settanta, Adele Cambria e altre donne già formavano "pattuglie" per denunciare i casi di donne maltrattate dal marito; una missione che è difficile oggi e allora ancora di più: "Quindi cercavamo di convincerle ma poi veniva fuori la questione economica: se mio marito lo mandate in carcere, poi io come campo con i miei figli?".