Roma, (TMNews) - Wamba è un grande villaggio perso nell'immensa foresta pluviale africana. Siamo nel Nord-Est della Repubblica democratica del Congo, a 2.000 chilometri dalla capitale Kinshasa. Un'area martoriata, prima dalla colonizzazione belga, poi dalle guerre e ribellioni che si sono succedute senza fine. L'isolamento è quasi totale. Economia, istruzione, sanità e, in breve, tutta la vita rispecchiano l'assoluta difficoltà e contraddizione di uno dei paesi tra i più poveri del mondo ma anche tra i più ricchi di risorse naturali. In questo avamposto dimenticato vivono Euphrasie e Ignas, due adolescenti."Un giorno a Wamba", di Francesco Mansutti e Vinicio Stefanello documenta una giornata qualunque della loro vita, dall'alba al tramonto. Dodici ore in cui l'energia elettrica è un lusso per pochissimi e dove l'acqua, il cibo, la salute, la scuola sono beni mai scontati e da conquistare con difficoltà e fatica giorno per giorno. Il film è stato voluto e prodotto dalla S.O.S - Solidarietà Organizzazione Sviluppo, associazione onlus che opera da 14 anni nell'area di Wamba.