Milano (TMNews) - C'è un film che entrerà nella storia, comunque vada la notte degli Oscar: "The missing picture" di Rithy Pahn, prima opera cambogiana a essere scelta dall'Accademy nella rosa dei nominati per il miglior film straniero. Nel documentario una voce narrante racconta la vera vita del regista, fuggito a 15 anni da un campo di lavoro degli Khmer rossi, che con la loro utopia agraria trasformarono la Cambogia in un incubo, fra torture, deportazioni e due milioni di morti. Nel racconto immagini vere si mischiano a rappresentazioni di scene con figure di creta. "Non sopravvivi a un regime come questo perché sei più forte o intelligente. Sopravvivi perché qualcuno muore per aiutarti" dice il regista che sente di dovere qualcosa al destino e vede il suo lavoro come una missione."E' come se fossi morto e poi rinato. Ma quando rinasci con la morte dentro devi parlare, devi trasmetterlo". Così Pahn usa la sua arte per raccontare il dramma personale di chi come lui non ha mai più rivisto i suoi genitori e le sue sorelle, simbolo del dramma di un intero popolo.(Immagini Afp)